Doveva essere una domenica di svago e spensieratezza, una classica gita fuori porta sulla neve per staccare dalla routine, ma il rientro a casa si è trasformato in un incubo per un giovane nisseno. Un ragazzo di vent’anni è finito al Pronto Soccorso dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dopo essere stato vittima di una brutale aggressione avvenuta nella serata di ieri lungo l’autostrada A19 Palermo-Catania.
La violenza è esplosa al termine di una giornata trascorsa in montagna, durante il viaggio di ritorno verso il capoluogo nisseno. Secondo quanto ricostruito finora, grazie al racconto fornito dalla vittima ai sanitari e alle forze dell’ordine, la tensione sarebbe iniziata già a bordo del pullman organizzato per l’escursione. Quello che doveva essere un clima di festa si è presto guastato: parole grosse, qualche sguardo di troppo e una lite che ha coinvolto diverse persone, covando sotto la cenere per chilometri.
La situazione è precipitata definitivamente quando il mezzo ha effettuato una sosta presso l’area di servizio di Sacchitello, in territorio di Enna. È qui, tra le pompe di benzina e il bar, che dalle parole si è passati ai fatti. Stando alla testimonianza del ventenne, gli animi si sono surriscaldati in pochi istanti. Il giovane sarebbe intervenuto nel tentativo di difendere la propria fidanzata, rimasta coinvolta nella discussione, ma il suo gesto protettivo ha scatenato la furia del gruppo. In pochi secondi, il ragazzo si è ritrovato circondato e colpito da circa dieci persone, in una sorta di spedizione punitiva da “far west” autostradale.
Nonostante la violenza dei colpi subiti, il ventenne è riuscito a sottrarsi alla furia del branco. Rientrato a Caltanissetta, si è recato autonomamente presso il presidio ospedaliero nisseno per farsi medicare. Fortunatamente, le sue condizioni non destano preoccupazione e le ferite riportate non sono state giudicate gravi dai medici, anche se lo shock per l’accaduto resta forte.
Sulla vicenda sono ora in corso le indagini dei Carabinieri. I militari dell’Arma hanno raccolto la denuncia del giovane e stanno lavorando per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e, soprattutto, per dare un volto e un nome agli aggressori. Fondamentali potrebbero rivelarsi le eventuali immagini dei sistemi di videosorveglianza dell’area di servizio e le testimonianze degli altri passeggeri del pullman.

