L’emergenza idrogeologica non concede tregua a Niscemi, trasformando una situazione già critica in un vero e proprio assedio infrastrutturale. A soli dieci giorni dalla frana che ha inghiottito la Strada Provinciale 12, un nuovo e violento movimento franoso registrato oggi, 25 gennaio 2026, ha costretto le autorità a disporre la chiusura totale anche della SP10. La città, ora, rischia l’isolamento quasi totale, con i due principali collegamenti verso la statale Gela-Catania fuori uso e diverse famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni per il rischio di crolli.
La viabilità al collasso e le evacuazioni Il sindaco Massimiliano Conti ha firmato l’ordinanza di chiusura immediata della SP10 a causa di “cedimenti in corso” visibili ad occhio nudo: asfalto squarciato e fratture profonde nel terreno che minacciano non solo la carreggiata ma anche gli immobili circostanti. Le immagini che arrivano dalla zona documentano uno scenario di devastazione, con crepe che corrono lungo le pareti delle case e il suolo che scivola a valle. Molte famiglie sono state evacuate a titolo precauzionale, mentre la città si ritrova con l’unica via di fuga rappresentata dalla SP11 Niscemi-Vittoria, un’arteria già nota per la sua pericolosità e ora destinata a un sovraccarico di traffico insostenibile.
L’intervento di Petitto: “Emergenza annunciata, serve chiarezza” Sulla vicenda è intervenuta con fermezza Annalisa Maria Petitto, Consigliera del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, che ha depositato un’interrogazione urgente indirizzata al Presidente della Provincia Walter Tesauro. “Non siamo davanti a un episodio isolato – denuncia Petitto – ma a un’emergenza viaria e di rischio idrogeologico che impone risposte tempestive”. Nell’atto ispettivo, la Consigliera sottolinea come l’evento odierno si sommi al disastro del 16 gennaio scorso, creando un combinato disposto che mette in ginocchio lavoratori, studenti e il comparto agricolo. Petitto chiede il coinvolgimento immediato del Genio Civile e del Dipartimento Infrastrutture, avvertendo che senza la SP10 e la SP12, la sicurezza pubblica è appesa al filo sottile della precaria SP11.
Musumeci e Schifani: scatta la mobilitazione nazionale La gravità della situazione ha attivato la catena di comando istituzionale ai massimi livelli. Il Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, ha avuto un colloquio telefonico con il sindaco Conti, confermando l’invio di un team di tecnici del dipartimento nazionale a supporto del personale locale. “Le alterazioni del terreno si sono accentuate nelle ultime ore, complici le piogge intense”, ha dichiarato Musumeci, assicurando il sostegno del governo Meloni. Sulla stessa linea il governatore siciliano Renato Schifani, in contatto costante con il capo della Protezione Civile regionale Salvo Cocina, che si sta recando sui luoghi del disastro. “La Regione è pronta a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei cittadini, dare assistenza agli sfollati e ripristinare i collegamenti”, ha promesso il Presidente.
La rabbia di “Spazio Civico”: “Anni di incuria” Dura la presa di posizione del movimento locale “Spazio Civico”, che punta il dito contro la mancata prevenzione. “Questa emergenza non è improvvisa, è il risultato di anni di incuria e sottovalutazione del rischio”, si legge in una nota. Il movimento chiede di smetterla con gli interventi tampone e invoca un piano strutturale di monitoraggio del suolo con tecnologie moderne, sottolineando come la sicurezza del territorio sia “un diritto fondamentale, non un optional”.

