“Un drammatico autogol politico e istituzionale”. Non usa mezzi termini la consigliera d’opposizione del Libero Consorzio di Caltanissetta, Annalisa Petitto, per definire le recenti dichiarazioni del presidente Walter Tesauro sulla seduta del Consiglio saltata. In una dura replica, la consigliera ribalta le accuse, sostenendo che a far mancare i numeri non sia stata l’opposizione, ma una clamorosa assenza della stessa maggioranza.
Secondo la ricostruzione della Petitto, la narrazione fornita dal presidente Tesauro sarebbe una “mistificazione della realtà”. “Tesauro dimentica di dire che lui stesso e cinque consiglieri di maggioranza non sono mai entrati in aula, né alla prima né alla seconda convocazione”, attacca la consigliera, attribuendo la responsabilità del fallimento della seduta proprio alla parte politica del presidente.
Ma l’affondo non si ferma qui. Petitto contesta anche l’importanza data ai punti all’ordine del giorno. Mentre Tesauro avrebbe parlato pubblicamente di interventi strategici per scuole e strade, la consigliera precisa che si trattava in realtà di semplici punti tecnici per appostare in bilancio risorse già assegnate da Ministero e Regione.
L’unica vera posta in gioco di natura politica, secondo la Petitto, era un’altra: la costituzione dell’Ufficio di Staff del Presidente. Un ufficio che, denuncia, era previsto “per ben otto unità, non cinque come dichiarato”. Citando la direttiva presidenziale e i prospetti contabili, definisce la proposta una “volontà sproporzionata e scandalosa”.
L’attacco si estende anche ai meriti che il presidente si sarebbe attribuito in tema di assunzioni e stabilizzazioni. “Le procedure di cui si vanta”, precisa la consigliera, “sono frutto del lavoro del commissario straordinario e di atti amministrativi risalenti a prima del suo insediamento, quando né lui né il suo staff esistevano ancora”.
Infine, la sfida diretta. Petitto invita Tesauro a riportare in aula la proposta sul suo staff: “Lo ripresenti, se ha il coraggio e soprattutto i numeri per approvarlo”. E conclude con una stoccata: “La smetta di usare accuse di populismo ogni volta che riceve critiche: è diventato un cliché che ormai suscita solo tenerezza”.
Uno scontro durissimo che infiamma il clima politico del Libero Consorzio e che rischia di portare l’ente a una paralisi, proprio mentre il territorio attende risposte su temi cruciali.



