Bollette insostenibili e crisi climatica: e se la risposta più efficace arrivasse dal basso, dall’unione dei cittadini? È questo il cuore del dibattito che ha animato San Cataldo, dove esperti e pionieri nazionali si sono confrontati sul futuro delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Un modello rivoluzionario che promette di abbattere i costi per le famiglie e di produrre energia pulita, trasformando i consumatori in protagonisti della transizione ecologica.
L’occasione è stato il convegno “Energia Condivisa”, evento conclusivo di un progetto di sei mesi promosso da Federconsumatori Caltanissetta e finanziato dal Comune, volto proprio a combattere la povertà energetica e a promuovere la sostenibilità. E la risposta dei cittadini è stata sorprendente. Una sala gremita a fine luglio per un tema complesso è la testimonianza di come l’urgenza di trovare alternative sia ormai sentita da tutti.
A indicare la via sono stati ospiti d’eccezione: dal sindaco di Ferla, Michelangelo Giansiracusa, che ha portato l’esperienza della prima comunità energetica siciliana, al rappresentante di “Ènostra”, la prima cooperativa energetica d’Italia, fino ad accademici di primo piano come il professor Daniele Menniti. Le loro testimonianze hanno dimostrato che un modello energetico più equo non è un’utopia, ma una realtà già funzionante, capace di generare benefici economici, ambientali e sociali.
Questo incontro è stato il culmine di un percorso iniziato a gennaio, come ha spiegato il presidente di Federconsumatori Caltanissetta, Michele Scarlata. Un progetto che ha offerto ai cittadini non solo conferenze informative, ma anche un vero e proprio sportello di consulenza per imparare a ridurre gli sprechi e a fare scelte consapevoli. L’iniziativa locale, inoltre, si inserisce nel più ampio progetto nazionale “Consumatori Illuminati”, sostenuto dal Ministero del Lavoro, che mira a dare a tutti gli strumenti per navigare le sfide del mercato energetico.
“Vedere tanta gente qui è sintomatico dell’attenzione dei cittadini”, ha commentato l’avvocato Scarlata. “L’auspicio è che questo sia solo l’inizio, il punto di partenza per la costituzione di tante comunità energetiche rinnovabili sul nostro territorio”. Un seme è stato piantato, con la speranza che possa germogliare in un futuro di energia condivisa, pulita e democratica.

