Chi ha detto che la grande danza contemporanea abita solo le metropoli? A Serradifalco e Montedoro, nel cuore dell’entroterra siciliano, un festival sta dimostrando il contrario, trasformando piazze, ville comunali e persino un osservatorio astronomico in palcoscenici a cielo aperto. È il miracolo di Performare Festival, che ha appena concluso con successo la sua anteprima di luglio e si prepara a un gran finale a settembre, con un programma che porta in provincia alcuni dei più grandi nomi della scena europea.
Con il tema “Corpo Universo” a fare da filo conduttore, la prima parte della rassegna ha offerto un assaggio potente della sua filosofia: non calare spettacoli dall’alto, ma creare un “dialogo gentile” con il territorio e la sua comunità. Lo si è visto nelle performance partecipate di artisti come Andrea Rampazzo e Silvia Gribaudi, e nei laboratori che hanno coinvolto sia danzatori professionisti che semplici cittadini, fino ai progetti di residenza artistica con gli studenti del Liceo Coreutico di Caltanissetta. Un successo che, come sottolineano le direttrici artistiche Simona Miraglia e Amalia Borsellino, dimostra la volontà di “offrire uno spazio condiviso di creazione, ascolto e dialogo”.
Archiviata un’anteprima che ha saputo unire arte e socialità, con incontri e persino una serata di narrazioni astronomiche, l’attesa è ora tutta per la programmazione principale, dal 1° al 6 settembre. E il cartellone è di quelli che farebbero invidia a una grande capitale. Tra gli appuntamenti più attesi, spicca la rilettura di “Romeo e Giulietta” della celebre Compagnia Zappalà Danza, ma anche progetti innovativi come “Flux Full Experience” di Fattoria Vittadini, un’esperienza in realtà virtuale finanziata dal PNRR, e la prima nazionale di “Geometria del Chiasso” di Camilla Montesi.
Il programma si completa con una fitta rete di spettacoli, che vedranno alternarsi maestri affermati e astri nascenti della coreografia, e con laboratori per professionisti e bambini, come “Guerrilla Dance” di Delfina Stella. Performare si conferma così non solo un festival, ma un modello di sviluppo culturale: un progetto coraggioso che, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione, dimostra che l’arte contemporanea, se nutrita di autenticità e partecipazione, può fiorire ovunque.



