Le festività natalizie a San Cataldo si lasciano alle spalle non solo luci e celebrazioni, ma anche una scia di polemiche roventi legate alla gestione del suolo pubblico. Al centro del dibattito politico finisce il cantiere per la posa della fibra ottica lungo la via Leonardo Sciascia, l’arteria fondamentale (ex Strada Provinciale n. 6) che collega il centro urbano alle aree commerciali. A lanciare un duro atto d’accusa è il Gruppo Consiliare “Riprendiamoci la Città”, che denuncia quello che definisce senza mezzi termini un “grave scempio” perpetrato proprio nei giorni di massimo afflusso veicolare.
L’attacco dell’opposizione non si basa solo su una constatazione estetica, ma su precisi riferimenti normativi che sarebbero stati disattesi. Secondo i consiglieri, i lavori eseguiti violano palesemente il Regolamento Comunale approvato con la Delibera n. 61 del 26 marzo 2018. Tale documento era stato redatto proprio per evitare scavi selvaggi, imponendo standard rigorosi per la tutela del manto stradale e la sicurezza dei cittadini. Tuttavia, la realtà visibile in via Sciascia racconterebbe un’altra storia: invece di utilizzare la tecnologia “No-Dig” (senza scavo a cielo aperto), espressamente preferita dal regolamento per le strade ad alta densità di traffico, si è proceduto con la tradizionale e invasiva mini trincea.
Il risultato, secondo “Riprendiamoci la Città”, è sotto gli occhi di tutti: il ripristino provvisorio della carreggiata è stato effettuato con calcestruzzo colorato non posato a raso, creando solchi irregolari che rappresentano un pericolo costante per automobilisti e, soprattutto, motociclisti. A rendere il quadro ancor più preoccupante sarebbe la totale assenza di segnaletica di preavviso o di protezione del cantiere, in violazione non solo del regolamento locale ma anche dell’articolo 21 del Codice della Strada. Una negligenza che, sommata al traffico intenso del periodo natalizio, ha creato disagi alla circolazione e offerto un’immagine di incuria ai visitatori giunti in città.
Di fronte a questa situazione, il gruppo consiliare ha presentato una serie di richieste urgenti all’Amministrazione Comunale. Si esige chiarezza sulle motivazioni che hanno portato ad autorizzare una tecnica di scavo così impattante in spregio alle norme vigenti, nonché una verifica immediata delle responsabilità sia degli esecutori materiali che di chi avrebbe dovuto vigilare. “Non è tollerabile che il suolo pubblico venga trattato come proprietà privata”, tuonano i consiglieri, chiedendo l’adozione di provvedimenti sanzionatori e l’immediato ripristino delle condizioni di sicurezza. La questione, dunque, va oltre il semplice buco nell’asfalto: diventa un banco di prova per il rispetto delle regole e la tutela del decoro urbano a San Cataldo.

